Splinder chiude. Che fine faranno i blog?

Written by Danilo Catania. Posted in Blog

A partire dal 31 gennaio 2012 il servizio Splinder verrà dismesso. Dalla tua area personale puoi recuperare tutti i contenuti del tuo blog e attivare un redirect su un nuovo indirizzo web”. Questo è ciò che si legge sull’home page di uno dei siti più popolari tra quelli che offrono agli utenti la possibilità di creare gratuitamente il proprio blog.

Sicuramente i blog hanno rappresentato e rappresentano tutt’oggi il primo esempio in assoluto di social network. Nato prima ancora di MySpace, Facebook e Twitter, con la chiusura di Splinder si chiude un epoca.

Splinder ha resistito per molto tempo, ma alla fine ha dovuto fare i conti con un rapporto tra entrate e uscite non più conveniente né tantomeno sostenibile. Di qui la decisione di abbassare la saracinesca. Sicuramente la decisione desta molto dispiacere, soprattuto tra i tanti comunicatori del cyberspazio che si sono svezzati proprio con un blog su Splinder.

Una riflessione è sicuramente dovuta… anche noi di Oneshot, che abbiamo iniziato la nostra avventura lavorativa nel web nel lontano marzo del 2001 (con l’allora agenzia NTCom), siamo passati per la realizzazione di diversi blog personali e per i nostri clienti. Sono però terminati gli anni che hanno visto l’espansione del web su larga scala nelle case degli italiani, si deve iniziare adesso a tirare le prime somme e tracciare i primi bilanci. Il blog sta diventando, per l’utente medio, uno strumento inutile, viene ancora apprezzato tanto dagli scrittori o da coloro che ritengono di avere dei contenuti più o meno significativi da veicolare (vedi l’esempio del fiorire dei tanti blog che si occupano di comunicazione politica ed elettorale!).

I più preferiscono altri strumenti di comunicazione, come possono essere Facebook o Twitter, certamente più immediati e meno impegnativi. L’aggiornamento di status, infatti, può essere effettuato anche digitando frasi di pochi caratteri, mentre il post del blog richiede mediamente una lunghezza maggiore per avere “dignità” di lettura. Ecco perché molte persone che prima “cazzeggiavano” sul blog hanno ora abbandonato questo mezzo per emigrare su FB, Twitter o il neonato Google Plus.

Può sembrare un’analisi stupida, ma se ci si riflette è accaduto proprio questo.

Tra le altre cose, Blogger (del gruppo Google) e WordPress – per citare due diretti concorrenti di Splinder – si sono sempre rivelati superiori, sia per i servizi offerti sia per la qualità dei layout. Non dimentichiamo che molti siti vengono oggi realizzati utilizzando il framework di WordPress come base di partenza. Splinder non è riuscito a competere, e ha dovuto man mano soccombere: è la fine di un’epoca, iniziata nel 2001, quando il portale fu lanciato da Tipic Inc., e proseguita nel 2006, quando Splinder fu rilevato da Dada. Questo caro vecchio amico ci mancherà.

Addio Splinder…

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Danilo Catania

31 anni, pubblicitario professionista, esperto di comunicazione e design. Seguimi su Twitter o su LinkedIn.

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